il Pinot grigio italiano spopola negli USA in tempo di Covid

il Pinot grigio italiano spopola negli USA in tempo di Covid

Reading time Tempo medio di lettura: 
Pinot grigio delle venezie

From “commodity” to domestic Wine”: l’evoluzione del consumo di Pinot Grigio italiano negli USA al tempo del covid 19

Questo è il titolo della sessione promossa dal Consorzio delle Venezie DOC nell’ambito della settima edizione del Wine2wine Business Forum che ha analizzato l’andamento dei consumi del Pinot grigio negli USA durante i mesi di lockdown.
Il seminario è andato in “onda” in versione digital martedì 24 novembre durante il Business Forum internazionale dell’industria del vino organizzato dal Vinitaly International.
Un momento di confronto sull’evoluzione di questo consorzio relativamente “giovane” dove parallelamente si è analizzato il cambiamento della percezione, dimostrando come il Pinot grigio si è tramutato in scelta consapevole del consumatore negli USA.
Questo è un tema che interessa molto gli operatori del settore e in particolar modo quelli del vino italiano.
Ad introdurre la conferenza è stato il Presidente del Consorzio delle Venezie DOC Albino Armani, insieme alla CEO di Wine Intelligence Lulie Halstead che ha effettuato un’analisi del caso.
Il dibattito è poi proseguito passando la parola ad autorevoli esponenti della distribuzione di Pinot grigio negli Stati Uniti, quali il MW Nicholas Paris, Direttore del Global Sourcing dei vini europei per il colosso E. & J. Gallo Winery e Sandro Sartor, AD di Ruffino e Constellation Brands.

“Si tratta a tutti gli effetti di una crescita della frequenza di consumo – afferma Lulie Halstead, CEO di Wine Intelligence – che si sposta all’interno dell’ambiente domestico, slegandosi dal fattore cibo e dalla cosiddetta food occasion; e, inoltre, a trainare il trend positivo degli ultimi mesi sono le donne”. Ciò che rivela lo studio, infatti, è l’affermarsi del consumo di vino al di fuori dai pasti, perlopiù al termine di una giornata di lavoro. Il vino, negli USA del 2020, ha assunto il ruolo di piacere concesso, quel momento di relax da prendersi a fine giornata, seppur all’interno delle mura di casa. Se inserito nel contesto del pasto, il vino ha iniziato a presenziare sulle tavole più frugali e quotidiane, discostandosi dalla vecchia concezione di saltuarietà del consumo. Il caso di successo del Pinot grigio, in tal senso, è da attribuire ad un trend di vendite stabile dal 2016 ad oggi – senza subire flessioni anche nell’anno della peggiore crisi economico-sanitaria dell’ultimo secolo – rispetto invece altre varietà bianche come chardonnay, moscato e riesling, che registrano invece lievi cali.

Lo studio evidenzia che per il 73% dei consumatori americani il vitigno gioca un ruolo fondamentale nella scelta e nell’affezione al prodotto.

“Il Pinot grigio ha registrato un buon successo poiché i consumatori lo conoscevano; nella difficoltà le persone volevano qualcosa di cui potersi fidare, perché non sapevano cosa sarebbe successo. E il Pinot grigio rispondeva proprio a questa necessità. Nello specifico le vendite dei nostri Pinot grigio hanno registrato una crescita che va dal +15% al +30% nel mercato USA, a partire da marzo e nel corso degli otto mesi successivi”. Queste le parole del Master of Wine Nicholas Paris, Direttore del Global Sourcing of European Wines per il colosso E&G Gallo Winery

Il Pinot grigio rileva un interessante incremento delle vendite sia entro il canale della GDO sia dalle piattaforme e-commerce.
Nel consumo statunitense rappresenta qualcosa di conosciuto, rassicurante, non di lusso e che soddisfa quel desiderio di relax al termine della giornata lavorativa.
Questo vitigno, con una leggera freschezza e rafforzato da una nota fruttata e profumata, da vita a un vino spensierato capace di affievolire le durezze del nostro tempo e favorire al corpo un benefico ristoro.

“Oggi la maggior parte dei consumatori di vino statunitensi non è ancora perfettamente al corrente delle implicazioni e delle specifiche contenute nel concetto di Denominazione d’Origine. Non solo, anche sul significato di tradizione italiana e di provenienza, se non accompagnato da un marchio potente come nel caso del nostro Chianti Classico, si riscontra una buona dose di incertezza. Solo il 17% dei consumatori intervistati ritiene, infatti, che questo sia un fattore determinante nel processo d’acquisto. I consumatori americani si dimostrano tuttavia sensibili ai valori della DOC una volta che vengono loro illustrati e questo, nel caso del Pinot grigio delle Venezie, deve rappresentare uno stimolo per un’ulteriore crescita nell’immediato futuro. Il Consorzio ha svolto finora un buon lavoro, ma c’è ancora ampio margine di manovra per rendere più familiare agli acquirenti americani il concetto di certificazione, di sicurezza, di controllo e di elevata qualità sia della materia prima che della sua trasformazione”.
Questo è quello che emerge dalle analisi presentate dall’Amministratore Delegato del Gruppo Ruffino e CB EMEA Sandro Sartor.

Sentiti i ringraziamenti di Albino Armani a chiusura della sessione:

“Per il futuro sarà sempre più importante continuare a creare azioni coordinate tra la nostra DOC e grandi esperti del mercato del Pinot grigio, così come accaduto in questo seminario. Siamo onorati di aver ospitato oggi personalità così autorevoli nel mondo del vino Italiano e globale e del Pinot grigio in particolare, che hanno portato testimonianze significative a supporto dello studio sopra descritto riferito al mercato statunitense, di assoluto riferimento per la DOC delle Venezie. Ci gratifica la collaborazione attiva dimostrata oggi e speriamo di continuare a ricevere da tutti input interessanti per arrivare ad un’ulteriore crescita e riconoscibilità”.

Questo trend regala certamente possibilità e opportunità al Pinot grigio nostrano e dai dati emersi possiamo capire come la comunicazione dei vini gioca un ruolo indispensabile.
È innegabile che il consumatore italiano e internazionale ha bisogno di trovare delle zone di confort, dei vini sicuri, in modo da poter variare e sperimentare in base ai propri gusti così da potersi godere ancora di più il piacere di quel sorso di vino.
Questo è il motivo per cui bisogna valorizzare i territori e i vini facendoli conoscere in maniera più semplice.

Basta ai tecnicismi e si a mettere il vino e i territori al centro dai racconti!

Leggi anche

Il vino ti fa male se lo bevi senza stile

Qualcuno pensa che a casa propria non ci si possa trattare come al ristorante? Ci vuole soltanto un pizzico di fantasia e tanta voglia di divertirsi. Anche l’occhio vuole la sua

Leggi di più

La proclamazione dei "the winehunter award platinum"

Nuova veste per la proclamazione dei vincitori del più alto riconoscimento assegnato dal The WineHunter, Helmuth Köcher e la sua

Leggi di più

Firmata la partnership che porta Codice Citra nel mondo

Lo scorso 4 novembre è stata siglata la partnership tra Codice Citra e Edoardo Freddi, con lo scopo di valorizzazione e affermare il vino abruzzese nei mercati

Leggi di più

Vuoi saperne di più?

Contattami
X